Le regole del bon ton

31 gennaio 2009

I doveri dell’ospite

Filed under: Ospitalità — leregoledelbonton @ 00:00

L’ospite deve sempre comunicare l’ora di arrivo e di partenza e organizzarsi in base alla comodità ed ai bisogni del padrone di casa.
Semplicissime regole di comportamento, essenziali per una piacevole e non invasiva permanenza per l’ospitato, sono:

  • Non presentarsi mai a mani vuote.
  • Evitare di portare molti bagagli e tenere in perfetto ordine la camera che è stata assegnata.
  • Adeguarsi agli orari della famiglia, quindi evitare di dormire fino a tardi o rincasare a orari impensabili.
  • Non girare per casa con abbigliamento inadatto.
  • Per quanto riguarda la pulizia, comportarsi in modo educato, ricorrere sempre alla lavanderia e non portare niente da lavare o da stirare alla padrona di casa.
  • Usare in modo molto discreto sia il telefono che il bagno. Le telefonate “insolite” sono facilmente riscontrabili online o sulla normale bolletta del telefono.
  • Collaborare, se possibile e opportuno, con la famiglia nelle faccende domestiche o semplicemente stabilendo buoni rapporti con tutti i componenti.
  • Non intromettersi nelle discussioni di casa parteggiando per qualcuno dei membri della famiglia.
  • Non abusare di ciò che è offerto dalla casa (sigarette, caramelle, cioccolatini, etc.).
  • Se rompe qualcosa deve scusarsi e risarcire il danno o, se possibile, acquistare un’altro oggetto identico.
  • Non consegnare la propria biancheria sporca ai padroni di casa o, al personale di servizio, per lavarla ma provvedere autonomamente.
  • Non appropriarsi indebitamente di oggetti presenti in casa.
  • Non costringere i padroni di casa ad orari troppo diversi dalle loro abitudini per capriccio personale.
  • Prima di andar via se la famiglia che ci ha ospitato ha del personale domestico, donare loro del denaro senza farsi notare dalla padrona di casa (è obbligatorio) e spedire successivamente una lettera di ringraziamento per l’ospitalità dimostrata.
  • Non prolungare la permanenza oltre il dovuto.
  • Inviare, al proprio rientro, una lettera o un biglietto di ringraziamento ai padroni di casa, accompagnato, magari, da un mazzo di fiori.

30 gennaio 2009

In ufficio

Filed under: Lavoro — leregoledelbonton @ 00:00

Su posto di lavoro oltre alla vostra professionalità o competenza, soprattutto se siete alle prime armi, dovete prestare un po’ di attenzione anche ai comportamenti extralavorativi. Anche al lavoro è, infatti, importante seguire un galateo che indichi i comportamenti da adottare in ogni situazione e in ogni tipo di azienda.
Le aziende tradizionali, altamente gerarchizzate e di grandi dimensioni, tendono a richiedere dei comportamenti particolarmente formali e rispettosi da parte dei propri dipendenti, soprattutto nei rapporti con i loro superiori. Le nuove aziende e, in generale, le aziende di dimensioni più ridotte, sono invece caratterizzate da un’ atmosfera più rilassata e informale, che impone meno regole e conformismi nei rapporti con i colleghi e con i superiori.
Appena entrati in una nuova azienda è dunque necessario cercare di capire il codice non scritto dei comportamenti richiesti e adottarlo il prima possibile: la formalità dei saluti (dare del “tu” o del “lei”) e dell’abbigliamento, le regole per mantenere le privacy del proprio ufficio (es: tenere le porte aperte o chiuse), le regole da seguire durante il pranzo, etc.
Vediamo alcune di queste regole di base, dettate dal buon senso e dall’educazione, che è opportuno seguire sempre, in ogni tipo di azienda:

  • Essere puntuali.
  • Quando si presentano due persone l’una all’altra, rivolgersi sempre per prima alla persona che occupa una posizione gerarchica superiore, presentandole quella di minor riguardo.
  • Dare la mano a qualsiasi persona si incontra per la prima volta con cui staremo a contatto.
  • Alzarsi per salutare qualsiasi persona che entra nel proprio ufficio, tranne i colleghi con i quali si lavora solitamente, e invitarla ad accomodarsi.
  • Se si ascolta musica nel proprio ufficio, scegliere musica soft e mantenerla a volume basso.
  • Anche se fumare non è vietato, non accendere una sigaretta prima aver chiesto ai presenti se ciò può dare fastidio.
  • Evitare assolutamente di flirtare con colleghi.
  • Bussare sempre prima di entrare in un ufficio se la porta è chiusa, ed aspettare di essere invitati ad entrare prima di aprirla. Prima di cominciare a parlare chiedere se si disturba o si sta interrompendo qualche lavoro importante.
  • Parlare in modo educato e trasparente. Evitare i pettegolezzi, l’arroganza, le minacce ed il sarcasmo.
  • Lamentele e critiche dovrebbero essere sempre fatte in privato.
  • Cercare di essere in buoni rapporti con tutti, ma scegliere di approfondire le amicizie in modo oculato: essere troppo in confidenza con i colleghi con i quali si deve lavorare può essere controproducente.
  • Se non si sopporta qualche collega, cercare di mantenere comunque rapporti formalmente cortesi. Non accusare apertamente o adottare atteggiamenti dispregiativi.
  • Offrire spontaneamente il proprio aiuto ai colleghi che ne hanno bisogno, ma solamente se questi non hanno l’abitudine di approfittarne.
  • Ringraziare e mostrare riconoscimento per l’aiuto ricevuto dai colleghi.
  • I chiacchieroni possono fare perdere molto tempo del proprio lavoro. Le conversazioni indesiderate possono essere gentilmente interrotte senza causare offese con una frase del tipo: “Mi dispiace, ma adesso devo veramente tornare al lavoro”.
  • Evitare di usare espressioni crude e volgari.
  • Durante una conversazione con il proprio superiore, aspettare sempre di essere congedato e non prendere l’iniziativa di finire l’incontro.
  • Accettare le critiche di buon grado, senza sarcasmo o offese. La migliore risposta ad una critica è: “C’è qualcos’altro che devo sapere per migliorare il mio lavoro?”
  • Se bisogna parlare ad un superiore di un problema sorto in ufficio, presentarlo come un problema professionale e non personale. Parlare del problema con calma e diplomazia, senza screditare o colpevolizzare nessuno.
  • In caso di astensione dal lavoro per qualsiasi motivo, bisogna comunicare preventivamente o contestualmente l’assenza, anche attraverso mezzo telefonico, al proprio superiore e all’ufficio del personale affinché quest’ultimo possa adempiere alle incombenze necessarie.
  • In caso di matrimonio bisogna comunicare l’intenzione di usufruire del congedo matrimoniale entro sei giorni dalla data di inizio del congedo stesso. Ma buona educazione e senso del dovere richiedono che la comunicazione al diretto responsabile avvenga con un buon anticipo.
  • Se ci si accorge che qualcosa non funziona è buona norma informare chi ne ha la responsabilità. Il giorno che quella stessa cosa servirà a noi la troveremo funzionante.
  • Sono, poi, assolutamente da evitare sul posto di lavoro, anche perché punibili civilmente:
    - pisolini;
    - interminabili chiacchierate al telefono o con i colleghi;
    - pause continue e lunghissime;
    - telefonate private;
    - allontanamenti per motivi personali.

29 gennaio 2009

Bon ton in barca

Filed under: Viaggi — leregoledelbonton @ 00:00

Chi per la prima volta si appresta a salire su una barca è bene che conosca alcune regole per rispettatre gli altri compagni di viaggio.
In barca si sale senza calzature e/o ciabatte che verranno tolte prima di salire e con l’accortezza di non portarsi dietro sabbia che possa riversarsi sul natante. Solo una volta a bordo si potranno indossare scarpe apposite da barca e/o comunque scarpe con suola in gomma bianca e pulita.
Di norma ci si porta pochi bagagli, giusto il minimo indispensabile visto che lo spazio a bordo solitamente è ridotto. Una sacca, preferibilmente in tela di colore chiaro, andrà benissimo.
Rendersi utili alle normali attività di rigoverno è auspicabile a patto di sapere come muoversi. Nel dubbio meglio chiedere a chi ha più esperienza. Idem per la cucina e la preparazione di pranzo/cena.
La rotta verrà stabilita prima della partenza, pertanto non si può chiedere di cambiarla in viaggio o pretendere di ottenere anche brevi soste senon programmate in anticipo.
Buona norma è anche avere attenzione per il consumo di acqua ed energia elettrica. Tenendo presente che non si è a casa propria è meglio consultarsi per ottimizzare i consumi nel rispetto di tutti.
Attenzione all’uso di creme solari che potrebbero macchiare o ungere l’arredamneto a bordo. Evitare anche di sedersi con il costume bagnato.
Se si crede di soffrire di mal di mare, forse è meglio diniegare l’invito per salire a bordo a meno che non si sappia come eventualmente prevenire e/o minimizzare il fastidioso malessere.
Un abbigliamento sobrio,semplice ed appropriato, che non possa mettere a disagio gli altri componenti dell’equipaggio, sarà apprezzato e vi agevolerà nel sentirvi in armonia.
In fine, ma non per ultimo, è bene muoversi sull’imabarcazione rispettando le regole di sicurezza per non mettere a repentaglio la propria incolumità e la serenità del viaggio.

28 gennaio 2009

Bon ton in nave

Filed under: Viaggi — leregoledelbonton @ 00:00

La vita in barca è pressapoco la stessa che si conduce in un complesso alberghiero. Durante il giorno si indossa una tenuta sportiva, la sera abiti eleganti. Negli eventi molto formali si indossa l’abito da sera per le siglore e lo smoking per gli uomini.
Al momento dell’imbarco si fissano il tavolo nella sala da pranzo e le sdraio sul pontile. Chi ha l’onore di essere invitato al tavolo del comandante deve accettare almeno una volta nel corso della navigazione; dopo potrà anche declinare l’invito.
E’ bene  distinguere la zona albergo dalla zona piscina. In costume e ciabatte si circola solo nei dintorni del solarium e della vasca; proprio per questo niente fronzoli, tacchi vertiginosi, gioielli, bijoux vistosi e profumi a bordo piscina. Chi cerca quiete e e relax si tenga alla larga dalle zone popolate da animatori e bambini. Altrimenti, niente lamentele.
La sera ci si cambia sempre d’abito. Dalle 18.00 in poi l’abbigliamento si fa più formale. La dicitura “serata di gala” va rispettata. Solo l’ultimo giorno, a cena, è consentito un look è più informale, perché solitamente gli abiti più impegnativi sono già stati riposti in valigia.
Al Comandante ci si rivolge chiamandolo, appunto, Comandante e dandogli del lei. Pacche sulla spalle e commenti amichevoli sono fuori discussione. Per il soggiorno e per le mance ci si regola come in un hotel. Le mance ai camerieri saranno date solo dopo l’ultimo pasto consumato a bordo, mentre per hostess e steward non saranno necessarie. La mancia al personale sarà comunque sempre più alta rispetto a quella che si sarebbe elargita in una vacanza a terra.
Un piccolo appunto: Per stare meglio a bordo bisogna spendere di più, evitando le economiche sistemazioni interne che possono generare claustrofobia. Sono da scartare anche gli alloggi di prua, che risentono dell’infernale rumore delle catene delle ancore e, in forma più accentuata, del beccheggio che, del resto, infastidisce anche chi sceglie una cabina a poppa. La posizione ideale è a centro nave. Quindi il più vicino possibile al baricentro dello scafo.
Altre zone da evitare: quelle adiacenti al teatro, ai ristoranti, alla discoteca e alle aree pubbliche in genere, vicine agli ascensori, immediatamente sotto il ponte sole. Subiscono rumori di ogni tipo che disturbano la tranquillità e insidiano il sonno. È anche opportuno, infine, ponderare la scelta badando all’assenza di ostacoli che riducono la vista.

27 gennaio 2009

Bon ton in aereo

Filed under: Viaggi — leregoledelbonton @ 00:00

L’aereo è il mezzo di spostamento più diffuso per i viaggi a lunga percorrenza perchè permette di raggiungere mete lontane in brevi lassi di tempo.
I bagagli possono essere, nel rispetto delle normative vigenti, imbarcati o condotti al seguito come bagagli a mano ed in tal caso vengono riposti in apposite cappelliere situate sopra le poltrone dei passeggeri. 
Ci si presenterà puntuali al check-in e all’imbarco con biglietto e documento di identità alla mano. Nell’atto di salire e scendere si rispetteranno le file ed i posti preassegnati senza creare inutili confusioni.
Anche se più difficile, data la breve, nella maggior parte dei casi, durata del viaggio, è possibile scambiare qualche parola con i vicini di posto, a patto di non importunarli. Allo stesso modo sarà opportuno accertarsi di non infastidire chi ci sta dietro reclinano il sedile o dirigendo in un verso o nell’altro il bocchettone dell’aria posizionato sopra di noi.
Se vengono portati cibi e bevande da hostess e stewart si ringrazia ma non si da loro mancia. E’ inoltre possibile acqustare cibi e bevande grazie al servizio bar offerto in volo: le hostess passeranno lungo il corridoio con un carrellino per prendere le ordinazioni e servire i passeggieri. In tale situazione si dovrà essere rapidi e decisi nella scelta, per non fare aspettare troppo gli altri passeggeri in attesa, e porgere il denaro in taglio consono che non crei problemi nel personale per la restituzione del resto.

26 gennaio 2009

Bon ton in treno

Filed under: Viaggi — leregoledelbonton @ 00:00

Viaggiare in treno ha pro e contro: si ha libertà di movimento ma al contempo si è in contatto con persone di vario genere per tempi anche lunghi.
Un saluto dei compagni di compartimento in salita ed in discesa è segno di cortesia ma diventa necessario se si sono scambiate due chiacchere.
Quando si arriva è necesserio non invadere l’intero compartimento con i propri bagagli e sistemarsi il più velocemente possibile per non infastidire gli altri passeggeri.
Prima di aprire la porta o il finestrino è bene chiedere se arreca fastidio agli altri passeggeri e se si viaggia con bambini è necessario fare attenzione che questi non disturbino.
Se si porta con se uno spuntino non bisogna offrine ai compagni di vaiggio; fanno eccezione caramelle e cioccolatini.
Se si dorme in cuccetta si tolgono solo le scarpe mentre in vagone letto ci si può svestire. Chi sta sopra si spoglia per primo mentre l’altro attende fuori, al mattino, ivece, le precedenze si invertono. Agli inservienti che preparano il letto e portano la colazione si da la mancia.
La mancia spetta anche al cameriere del vagone ristorante e ci si regola come in un normale ristorante.

25 gennaio 2009

Regole d’oro per la vacanza in hotel

Filed under: Viaggi — leregoledelbonton @ 00:00
  • Né l’albergo né la camera in cui si alloggia sono da considerarsi casa propria.
  • Se esistono dei divieti si rispetteranno scrupolosamente.
  • La camera d’albergo non deve diventare un appartmento.
  • Non si gira per l’hotel in pigiama e sneza essere lavati e pettinati; al massimo è concessa la veste da camera.
  • Se si vuole che vengano pulite le scarpe vanno messe la sera fuori dalla porta della camera.
  • Gli indumenti da lavare e stirare vanno consegnati alla cameriera, Il conto della lavanderia in alcuni alberghi va saldato alla consegna degli abiti, in altri insieme al saldo finale.
  • Tutto ciò che si trova nella camera è di proprietà dell’albergo e va considerato come tale.
  • Uscendo dall’albergo la chaive si lascia al portiere per riprenderla al rientro in hotel.
  • In caso di problemi ci si rivolge al consierge.
  • Nelle camere non si fanno riunioni che potrebbero essere tranquillamente fatte nella hall.
  • In sala da pranzo ci si presenta sempre puliti, ordinati e puntuali. Quando si entra e si esce si salutano i vicini di tavolo e se si conversa lo si fa con tono di voce moderata.

24 gennaio 2009

La Cresima

Filed under: Cerimonie — leregoledelbonton @ 00:00

Si riceve verso i 12-13 anni e serve a confermare i voti espressi dai padrini e dai genitori nel battesimo. L’abbigliamento richiesto è sobrio ed elgante: spesso un completo con giacca sia per lui che per lei.
Il cresimando viene accompagnato da un padrino (per il maschio) o da una madrina (per la femmina).
Alla celebrazione segue una colazione (pranzo), un pranzo (cena) o un rinfresco in casa. Al termine di questo si procedera con l’apertura dei doni.
Un tempo di usava regalare doni in attinenza con il tema religioso dell’evento (messali, coroncine, etc.) in realtà sono adatti per l’occasione i preziosi e i regali di valore in genere conviene orientarsi su piccoli oggetti, ciondolini, libri, cornici in argento o i classici album fotografici. Bisogna fare in modo di non ridurre un grande evento religioso in un’occasione mondana e consumistica.
Il cresimato alla fine congeda gli ospiti con i genitori ringraziando e consegnado un piccolo ricordo della giornata che può essere un’oggetto in argento, un oggetto sacro o un piccolo soprammobile di proprio gusto accompagnati da confetti bianchi.

23 gennaio 2009

La prima Comunione

Filed under: Cerimonie — leregoledelbonton @ 00:00

Si riceve verso i 10-11 anni e serve a concede la possibilità di partecipare a pineo alla celebrazione eucaristica. L’abbigliamento richiesto è sobrio ed elgante: spesso un completo con giacca sia per lui  ed un abito bianco per lei, anche se talvolta il parroco decide di fare utilizzare ad entrambi una sorta di tonaca da indossare sui propri abiti.
Alla celebrazione segue una colazione (pranzo), un pranzo (cena) o un rinfresco in casa. Al termine di questo si procedera con l’apertura dei doni.
Un tempo di usava regalare doni in attinenza con il tema religioso dell’evento (messali, coroncine, etc.) in realtà sono adatti per l’occasione i preziosi e i regali di valore in genere conviene orientarsi su piccoli oggetti, ciondolini, libri, cornici in argento o i classici album fotografici. Bisogna fare in modo di non ridurre un grande evento religioso in un’occasione mondana e consumistica.
Il giovane alla fine congeda gli ospiti con i genitori ringraziando e consegnado un piccolo ricordo della giornata che può essere un’oggetto in argento, un oggetto sacro o un piccolo soprammobile di proprio gusto accompagnati da confetti bianchi.

22 gennaio 2009

I bambini

Filed under: Altro — leregoledelbonton @ 00:00

A tavola dovranno mantenere un comportamento perfetto che dovrà partire prima di tutto dal buon esempio dei più grandi. Portanno partecipare alla discussione senza interropere i grandi, senza inutili caprissi e senza bisticciare tra loro.
Per quanto riguarda l’igene verrà insegnato loro ad essere sempre puliti ed in perfetto ordine, soprattutto in presenza di ospiti e quando ci si presenta a tavola.
Le feste dei bambini si svolgono tra le quattro del pomeriggio e le sette. Si serve una sostanziosa merenda a base di bevande calde o fredde, in relazione alla stagione, vari dessert e, se si festeggia un compleanno, torta augurale. Se si vuole si può spostare la merenda verso il finire della festa e servire dei piccoli panini o delle tartine salate avvisando i genitori che si regoleranno di consequenza per la cena.
Gli inviti vengono fatti, per telefono, da mamma a mamma in modo tale che la famiglia dell’invitato possa subito risalire alla famiglia di chi festeggia e decidere di conseguenza se intende o meno mandare il figlio. Inoltre gli inviti fatti in questo modo permettono maggiore chiarezza e conoscenza diretta del numero di presenti da parte della mamma del festeggiato.
Potranno essere anche utilizzati dei bigliettini d’invito che arrecheranno il nome del bambino che festeggia e e quello dell’invitato ma sarà sempre necessaria una telefonata di conferma da mamma a mamma.
Il rapporto con gli insegnanti è un aspetto molto delicato. Davanti ai bambini si parla sempre con rispetto degli insegnanti e si disapoproveranno comportamenti non ideonei dei figli. Non si tenteranno raccomandazioni o tentativi di ingraziamento con doni alla vigilia di esami o verifiche, ma si attenderà la fine dell’anno scolastico per eventuali regali all’insegnante.
Se il bamabino prende ripetizioni a casa dell’insegnante si dovrà rispettare la massima puntualità nell’accompagnarlo e nel riprenderlo. I genitori non possono assistere alla lezione e non possono interromperla o disturbarla, alla fine di essa si presentano per riprendere il bambino, salutare ed evare eventuali delucidazioni.
Il compenso va deciso prima dell’inizio del ciclo di lezioni, va pattuito tra genitori e docente e consegnato in busta chiusa alle scadenze precedentemente stabilite.
Il bambino deve sempre portare massimo rispetto ai grandi e deve mostrarsi cortese e non capriccioso. Nache l’adulto, dal canto suo deve fare attenzione a non:

  • parlare ai bambini come se fossero animali ammaestrati o se non capissero nulla;
  • prendere in giro i bambini davanti a terzi
  • umiliarli raccontando qualche marachella o qualche fatto privato davanti ad estranei;
  • parlare in modo sconveniente davanti ai bambini;
  • portarli a spettacoli non adatti alla loro età. 
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