Le regole del bon ton

8 Gennaio 2009

Partecipazioni e inviti di nozze

Archiviato in: Fidanzamento e Matrimonio, L'arte di scrivere — leregoledelbonton @ 00:00

E’ opportuno pensare alle partecipazioni con almeno due/tre mesi di anticipo rispetto alla data fissata per il matrimonio, sicuramente dopo aver confermato in modo definitivo il giorno e l’ora della cerimonia nonché il luogo del ricevimento.
Le partecipazioni andranno poi spedite in modo che arrivino a destinazione 30 giorni in anticipo rispetto alla data del matrimonio.
E’ bene tenere presente che nel caso il matrimonio si celebri in una data prossima a periodi di ferie, sarebbe bene spedire le partecipazioni in modo che giungano al destinatario con 7-9 settimane di anticipo.
Nel caso si voglia annunciare il proprio matrimonio solo quando questo sia già avvenuto, le partecipazioni andranno spedite il giorno stesso del matrimonio.
Il galateo ci insegna che per tradizione sono i genitori della sposa a doversi occupare delle partecipazioni e di tutta la parte stampata del corredo. Oggigiorno, però, spesso gli stessi sposi decidono da soli come annunciare il matrimonio.
Le più antiche tradizioni volevano che fossero i genitori degli sposi, attraverso un cartoncino stampato a libro, ad annunciare il matrimonio dei propri figli. Oggi da queste regole ci si può tranquillamente staccare: si può utilizzare la forma classica oppure possono essere gli sposi stessi ad annunciare il proprio matrimonio stampando la partecipazione su di un cartoncino a libro (per rispettare almeno in parte le tradizioni), oppure su di un cartoncino semplice o ad album, eventualmente lavorato ma sempre con moderazione.
Le cose da scrivere sulla partecipazione di matrimonio sono molto sintetiche e semplici: l’annuncio da parte dei genitori, i nomi degli sposi, il luogo la data e l’ora della cerimonia, gli indirizzi.
Assolutamente da non utilizzare i titoli accademici (o se si vuole proprio usarli sarebbe meglio ometterli per le donne), mentre si possono utilizzare quelli nobiliari. Se lo sposo (o la sposa) è orfano di un genitore, l’annuncio sarà fatto da un solo genitore. Se la madre di uno degli sposi è vedova risposata, parteciperà con il cognome del secondo marito preceduto da quello da nubile. Il figlio o la figlia manterrà ovviamente il proprio cognome.
Nel caso i genitori siano separati ma in buoni rapporti, potranno partecipare insieme (la moglie con il cognome da ragazza), nel caso non siano buoni i rapporti, l’annuncio lo dovrà fare il genitore cui è o è stato legalmente affidato il figlio.
E’ da considerarsi di cattivo gusto far annunciare ai genitori il matrimonio di figli di età molto superiore ai trent’anni.
Una nuova formula utilizzata è quella all’americana, molto simile a quella italiana ma che differisce per il fatto che entrambe le coppie di genitori annunciano il matrimonio della sposa con lo sposo: il nome della sposa deve, quindi, sempre comparire prima di quello del futuro marito.
Se gli sposi decidono di annunciare da soli il proprio matrimonio l’annuncio deve essere semplice e chiaro, non si usano i titoli accademici (o se si vuole proprio usarli sarebbe meglio ometterli per le donne), gli indirizzi per tradizione sono tre: i due indirizzi della coppia prima del matrimonio e l’indirizzo futuro della coppia sposata.
Solo per importanti motivi personali è permesso omettere gli uni o l’altro. La disposizione del testo è meno rigorosa e, entro certi limiti, sono consentite diverse varianti.
Se si decide di mandare le partecipazioni a matrimonio avvenuto l’unico indirizzo da riportare sarà quello comune della coppia.
Per le nozze tra un italiano ed uno straniero è opportuno prevedere già in partenza partecipazioni in lingua italiana e nella lingua madre dello straniero. In questo caso è di cattivo gusto stampare sullo stesso oggetto le diciture nelle due lingue.
E’ corretto pensare a due corredi distinti; uno per gli invitati di lingua italiana ed uno per quelli di lingua diversa.
Qualunque sia la formula scelta, nel caso la cerimonia fosse celebrata da un Vescovo è necessario scriverlo nel testo della partecipazione: dopo la data, l’ora e il luogo della cerimonia sarà scritta la frase: “La Benedizione nuziale sarà impartita da S.E. Monsignor nome e cognome, Vescovo di ….”
L’invito di matrimonio è per tradizione stampato su di un cartoncino da inserire nella stessa busta utilizzata per spedire la partecipazione.
Per questo motivo dovrà rispettarne lo stile.
Si userà dunque lo stesso tipo di carta, lo stesso carattere e lo stesso colore per la stampa.
La scelta del cartoncino separato è nata dall’esigenza di invitare al pranzo (cena) o rinfresco solo una parte delle persone alle quali viene mandata la partecipazione.
Nel caso si desideri invitare indistintamente tutte le persone che riceveranno la partecipazione, si potrà scegliere se inviare comunque il cartoncino di invito oppure optare per una soluzione meno tradizionalista ma ugualmente corretta: comprendere il testo dell’invito in quello della partecipazione.
Per tradizione, dal fatto che erano i genitori della sposa ad occuparsi di questi preparativi, erano loro stessi ad invitare gli ospiti; nella formula più comune gli sposi stessi si occupano anche degli inviti.
Spesso al piede dell’invito si mette una frase come: “Si prega di gradita conferma” oppure “R.S.V.P.”.
Secondo la tradizione le partecipazioni devono avere uno stile classico: il supporto in cartoncino pesante bianco o avorio, liscio, vergato o leggermente lavorato, eventualmente impreziosito nel taglio, la stampa deve essere in “corsivo inglese” (o comunque in un carattere molto classico) il colore dell’inchiostro grigio, seppia o blu. Secondo il galateo la parola d’ordire è formalità nella semplicità, infatti, il matrimonio è l’evento più formale della vita di coppia.

Seguono alcuni esempi di partecipazioni ed inviti:

  • Partecipazione da parte degli sposi
  • Partecipazione da parte dei genitori degli sposi per rito religioso
  • Partecipazione da parte dei genitori degli sposi per rito civile
  • Partecipazione con uno dei genitori vedovo
  • Partecipazione con uno dei genitori risposato
  • Partecipazione con uno degli sposi orfano
  • Partecipazione a matrimonio già avvenuto
  • Invito

4 Commenti »

  1. Ottimo, di grande aiuto, ma avrei bisogno ancora di un chiarimento o di un esempio in merito agli indirizzi da scrivere sulle buste, nel senso che è ovvio che saranno diversamente intitolate a seconda del grado di conoscenza e confidenza degli invitati;quindi quando mettere Gent.mo/i Ill.mo ecc.ed eventuali titoli professionali.
    Grazie per l’aiuto

    Commento di Flora — 7 Luglio 2009 @ 16:40

  2. Salve,
    vorrei ringrazire calorosamente lo scrittore di questo articolo meraviglioso,ma avrei una bella domanda da porre.
    Io e il mio fidanzato avevamo pensato di unire l’invito alla cerimonia con quello del ristorante in cui vogliamo fare il rinfresco (siccome abbiamo molti invitati, un pranzo ci verrebbe a costare una follia). Volevo quindi chiedere se la cosa fosse fattibile e soprattutto in che modo, o se fosse meglio mandare l”invito alla cerimonia su un cartoncino, su un altro quello per il rinfrensco e poi un altro ancora per dire dove è stata fatta la lista di nozze.
    Grazie mille per il tempo che mi sarà dedicato e mi scuso per la mia ignoranza.
    Distinti Saluti
    Ilaria

    Commento di Ilaria — 8 Agosto 2009 @ 08:28

  3. Cara Flora, i titoli di cortesia è sempre bene metterli, ovviamente relazionati al grado di parentela ed alla posizione sociale. In tal senso in degli inviti nuziali gent.mo/gent.ma/gent.mi andranno benissimo. I titoli professionali o nobiliari invece sarebbe il caso di metterli solo in contesti e in caso di relazioni estremamente formali. Ad esempio se tuo zio è un illustre architetto sarà il caso di mettere Gent.ma famiglia Rossi o Gent.mo Mario Rossi piuttosto che Gent.mo Arch. Rossi o Gent.mo Arch. Rossi e famiglia dato che in quel caso stai invitando lo “zio” e non l’”architetto”.

    Commento di leregoledelbonton — 22 Settembre 2009 @ 12:42

  4. Gentile Ilaria,
    non scusarti per “la tua ignoranza” come dici tu, tutti ignoriamo qualcosa ed è un bene che sia così. E’ possibilissimo scrivere nello stesso cartoncino partecipazione alla cerimonia en invito al rinfresco. L’usanza di separare i due inviti nasce dal fatto che spesso si sceglie di invitare alcune persone solo in chiesa e non anche al rinfresco. Per quanto riguarda il bigliettino della lista nozze è assolutamente vietato dal galateo inserirlo all’interno dell’invito perchè da l’impressione che si stiano invitando le persone solo per avere un regalo. Starà al passaparola di parenti ed amici rendere noto il luogo in cui si è apresta la lista.

    Commento di leregoledelbonton — 22 Settembre 2009 @ 12:47


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