Il telefono

Quando si telefona è bene evitare alcuni orari durante i quali si rischia di disturbare come la mattina presto, la sera tardi e le ore dei pasti. Se per motivi uregenti si telefonerà in queste fasce orarie ci si scuserà per l’orario.
Se per errore si sbaglia numero non si riattacca il telefono ma ci si scusa con chi ha risposto. Questi, accettando con gentilezza le scuse, potrà chiedere quale numero è stato composto ed eventuialmente comunicare a chi ha chiamato se ha commesso un errore nel comporlo o se ha proprio un numero non corretto.
Quando si è ospiti non si fanno telefonate ma in casi urgenti si può chiedere il permesso ai padroni di casa cercando di essere brevissimi.
Quando si telefona ci si deve anzitutto identificare e subito dopo si chiede, con gentilezza, della persona con cui si vuole parlare. Se invece l’interlocutore non si presenta e chiede solo della persona con cui vuole parlare chi risponde avrà tutto in diritto di chiedere con chi sta parlando, solo dopo aver detto se la persona richiesta al telefono è disponibile o no perchè altrimenti si darebbe l’impressione che si faccia negare solo per quella determinata persona.
Le stesse regole valgono anche per quando si contatta qualcuno al telefonino.
Per questo inoltre esistono altre piccole accortezze da seguire:

  • va sempre staccato, o almeno tenuto con la suoneria disinserita, nei luoghi in cui può arrecare disturbo come uffici, teatri, cinema, luoghi di culto.
  • alla guida va utilizzato solo con appositi dispositivi che lascino libere le mani (auruicolari o vivavoce) e senza lasciarsi distrarre troppo dalla guida.
  • se il telefono squilla mentre si è in presenza di altre persone ci si scusa; mentre se si deve telefonare si chiederà il permesso alle altre persone presenti.

Anche la scelta della suoneria è molto importante. Motivetti all’ultima moda a volume altissimo non sono certo simbolo di eleganza. Meglio scegliere un tradizionale trillo o al massimo un breve accenno di qualche discreto brano del repertorio classico.
SMS ed MMS vanno usati con parsimonia. Non si devono intavolare lunghe discussioni (perchè in tal caso sarebbe più appropriato telefonare) bensi utilizzarli solo per comunicazioni rapide e perlopiù che non necessitano una risposta, perchè altrimenti si obbliga l’interlocutore a dover rispondere con un dispendio magari non desiderato di denaro. Inoltre è bene fare attenzione nella compilazione dei messaggi perchè questi per la loro brevità e per il linguaggio utilizzato possono facilmente essere fraintesi e creare equivoci e malintesi.

La conversazione

La conversazione è uno dei nostri principali biglietti da visita: mostra la nostra educazione, il nostro background culturale ed il nostro carattere; in tal senso è bene rispettare alcune semplici regole. Prima di tutto è bene ricordare che non è lecito interrompere chi sta parlando. Questo non è solo scortese, in certi casi può essere addirittura crudele: si rischia di confondere il poverino, fargli perdere il filo e rovinare tutta l’efficacia del suo discorso. Per nessuna ragione, dunque, si interrompono le persone che stanno parlando, né con noi né con altri. Attenzione particolare va alla moglie o al marito. Questi non si interrompono né si correggono e si lasciano finire i discorsi prima di iniziare eventualmente di nostri. Non c’è niente di più deprimente, in un salotto, di quelle mogli che, mentre il marito sta raccontando una barzelletta, intervengono a metà per dire: “Ma questa io l’ho già sentita una ventina di volte!”, oppure “Ma no caro, la racconti male, non dovevi dire così, dovevi dire…”, o che interrompono ogni resoconto e osservazione del marito con un: “Non è vero! Hai torto! Caro, non ti accorgi che stai annoiando tutti quanti?”. Non ha assolutamente il diritto, una moglie (o un marito), di fare interruzioni di questo genere: non l’ha in privato, tanto meno in pubblico. E’ importante poi fare attenzione agli argomenti di conversazione; una serata, ad esempio, che degenera in barzellette è quasi peggio di una che degenera in rissa. Assolutamente da evitare sono i pettegolezzi, poco eleganti e molto pericolosi poichè rappresentano un arma a doppio taglio, poichè la prossima volta potreste essere voi oggetto di conversazione. Con le signore, oltre a quello dei figli e della casa, argomento di sicuro successo è quello riguardante la moda o lo shopping poichè anche la meno interessata avrà sempre di che parlare. L’educazione di una persona si rivela anche attraverso la voce, il linguaggio, il tono e l’accento che usa nel parlare. Bisogna quindi cercare, da un lato, di eliminare o correggere i difetti di pronuncia, il marcato accento dialettale e le locuzioni “poco italiane”; dall’altro, di evitare di intessere i propri discorsi di frasi banalmente spregiudicate e disinvolte, tratte dall’ultimo film in romanesco o dal “gergo” in uso tra gli studenti o i “gagà” di Montenapoleone o di via Veneto. Questo linguaggio, già notevolmente irritante in bocca ai giovanissimi, risulta infatti ridicolo e oltremodo sciocco in bocca agli adulti, specie se di sesso femminile. Sarà bene utilizzare quindi un tono pacato ed un linguaggio semplice, corretto e garbato.

La conversazione

La comunicazione, qualunque sia il suo scopo, deve rispondere ai principi di: pertinenza, qualità, cooperazione, economia. Come dire: siate sensati, interessanti, collaborativi, mai polemici e, soprattutto, sintetici ed abbiate la buona creanza di rispondere sempre: alle domande, agli inviti, agli sms e alle e-mail.
Altra regola d’oro della conversazione è la padroneggiare la lingua, evitando i modi di dire e le frasi fatte, attenzionando bene la grammatica ed utilizzando al meglio il vastissimo repertorio di parole che compongono la nostra lingua.
Quando si conversa è bene evitare i pettegolezzi. Se è vero che si parla volentieri dei fatti degli altri, spesso ci si scusa dicendo di fare solo del pettegolezzo benevolo. Ma in realtà, questo non può essere perché il pettegolezzo per sua stessa definizione è un discorso maligno. E se è pur vero che alcune chiacchiere non recano danno, alcune possono essere anche rovinose. Se si spettegola, chi ascolta penserà che appena uscito, si sparlerà anche di lui, visto che si ha la mania di parlare male degli assenti.
Denaro, politica e calcio: sono degli argomenti che in una conversazione sarebbe meglio non toccare, per la buona riuscita di una serata. Il primo finisce sempre, per diventare un sgradevole sfoggio di disponibilità e possibilità dei più forniti o estremo vittimismo dei taccagni e dei meno abbienti, il secondo ed il terzo si rivelano i pretesti per dei litigi insensati e sterili. Non si parla del denaro che si ha, né tanto meno di quello che non si ha: le altrui miserie non interessano davvero nessuno.
E’ bene, inoltre, variare argomento durante la conversazione. Una cena o una serata, dove si parla sempre e soltanto di politica, di cinema o di finanza, non è da considerarsi sicuramente ben riuscita. Un buon padrone di casa deve saper pilotare la conversazione da un argomento all’altro, facendo in modo di non annoiare coloro che non vibrano di particolare interesse per certi temi.
Altra cosa da evitare assolutamente è monopolizzare la conversazione. Non c’è nulla di più sgradevole che trovarsi in compagnia di chi vuole imporre e pretendere l’attenzione, magnificando il proprio operato; o ancor peggio di chi infastidisce con domande, che si rivelano delle vere e proprie consultazioni professionali.
Molto spesso chi, durante una conversazione, vuol sempre “tenere banco”, pretendendo dagli altri la massima attenzione, finisce per non sapere cosa dice, incappando inevitabilmente in memorabili gaffe. All’ignoranza poi si aggiunge l’esibizionismo maldestro, se parole ed espressioni straniere vengono dette a sproposito, con consequeziale perdita di credibilità dell’oratore.
La minaccia continua di ogni conversazione è la barzelletta, dal momento che molti non sanno resistere alla tentazione di esordire con “la sapete quella…” o “la sapete l’ultima…”. In tal caso sarà bene limitare i danni, scegliendone una che non possa ferire la sensibilità dei presenti e che non scada in un linguaggio triviale e sboccato. E se qualcuno non ha gradito la storiella, un silenzio eloquente risulterà molto più efficace di una replica offesa o scandalizzata.
La conversazione è fatta, oltre che di comunicazione verbale, anche di tutto quell’insieme di gesti e azioni che compiamo più o meno involontariamente.
A volte capita che mentre si parla, si scandiscano frasi, dando continui colpi sul braccio del nostro interlocutore, o peggio ancora che si parli “addosso” agli altri, alitando sul loro viso. sarà il caso quindi di conversare senza invadere gli spazi personali mantenendo una distanza, con il nostro interlocutore, che non vada mai al di sotto dei 30-40 centimetri.
Altre cose importanti da attenzionare sono il volume ed il tono della voce. Durante una conversazione, prima ancora di quello che viene detto, a dare senso al nostro disocrso è l’intonazione della voce che deve essere moderata, evitando di farsi sentire anche dalle persone più lontane, ma mai così bassa e pacata da far pensare ad una confessione. Anche se dovesse capitare di spazientirsi, non bisogna mai scaldarsi e mettersi a gridare.
Ci sono, infine, alcune frasi ed espressioni che è meglio evitare in determinati contesti.
Non si dice “Buon appetito” a tavola, “Salute” a uno starnuto, “Piacere” alla presentazione ma solo il nome e il cognome. La domanda “Come sta?” è convenzionale: non si risponde mai sinceramente, precisamente, diffusamente, con dovizia di dettagli clinici e personali. Si mente sempre un “Benissimo!”.
Se si è in presente di una donna incinta è poi bene evitare, per buon gusto e superstizione, poichè certi discorsi sarrebbero di cattivo augurio, di cedere alla tentazione di raccontarle di casi drammatici relativi al alla gravidanza o al parto o di malattie e malformazioni.

Netiquette

Il Galateo è uno strumento di vita che si evolve con la società e con i tempi, adeguandosi e modificandosi sulla base dei costumi e delle consuetudini che si vanno affermando.
Il mondo dell’informatica è ormai diventato da tempo parte integrante della nostra società ed in tal senso anche per esso è andata sviluppandosi e consolidandosi una serie di norme che regolano il comportamento ed i rapporti sociali nella rete.

Poiché è proprio internet ad ospitare questo mio salotto di discussione sulle buone maniere primo argomento che voglio trattare è proprio relativo alla netiquette.

La parola netiquette deriva dalla contrazione del vocabolo inglese net (rete) e quello di lingua francese étiquette (buona educazione), è un insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti.

Il rispetto della netiquette non è imposto da alcuna legge, ma si fonda su una convenzione ormai di generale condivisione. Sotto un aspetto giuridico, la netiquette è spesso richiamata nei contratti di fornitura di servizi di accesso da parte dei provider.

Ecco alcuni dei concetti fondamentali della netiquette.

Ascoltare prima di parlare. Cercare di capire le abitudini, la cultura, lo stile di ogni gruppo o area di discussione – il “filo” degli argomenti in corso – prima di intervenire. Si può anche ascoltare (cioè leggere) senza intervenire mai. Questo comportamento, chiamato in gergo lurking, in alcune aree di dialogo è considerato “normale” e accettato senza problemi. In altre, invece, non è gradito. Anche da questo punto di vista si tratta di capire quali sono le caratteristiche, gli “usi e costumi”, di ciascuna comunità.

Non usare un eccesso di quote. Limitare l’eventuale citazione del messaggio cui si risponde al minimo indispensabile.

Non fare citazioni lunghe. Quando si consiglia la lettura di un testo, se è lungo è meglio non citarlo per esteso, ma indicare dove lo si può trovare. Sono da evitare anche gli “allegati”. Si può semmai citare un indirizzo (link) dove un documento è disponibile online per chi vuole andare a leggerlo.

Essere brevi. Le persone che frequentano abitualmente la rete ricevono una grande quantità di messaggi e non amano un ingombro eccessivo. Inoltre è faticoso leggere sullo schermo testi lunghi.

Scusarsi (ma non troppo). Se si commette un errore, meglio non insistere, ma chiedere scusa, soprattutto se è un errore “ingombrante” (come un messaggio troppo lungo, o inserito nel posto sbagliato). Però non vale la pena di scusarsi per una piccola svista, come un “refuso” o un errore di ortografia. Sbagli di questo genere sono accettati quasi sempre senza problemi. È bene anche evitare di essere “pedanti”, di correggere gli altri per dettagli secondari.

Non fare “risse”. Sono da evitare le flame, cioè quei dissensi personali che in rete possono trasformarsi in “fiammate” incontrollabili. È meglio non portare mai in un’area pubblica un dibattito privato, specialmente se polemico. Se proprio si considera necessaria una “rissa”, meglio tenerla in uno scambio di messaggi personali.

Capire prima di reagire. Può capitarci di leggere qualcosa che ci dà fastidio: ma prima di reagire è meglio pensarci bene. Siamo sicuri che è un’aggressione? È una vera polemica o è uno scherzo? È intenzionale o è un banale errore? Abbiamo capito bene le abitudini, le usanze, il linguaggio del “luogo”? Ci conviene rispondere subito o aspettare un poco per vedere se interviene qualcun altro? La migliore risposta può essere il silenzio, o un messaggio privato? Molte flame si scatenano per un malinteso; e una volta che la “fiamma” della polemica è accesa diventa difficile spegnerla. Meglio pensarci prima.

Non fare spamming. Prima di pensare a come difenderci dallo spamming altrui dobbiamo evitare di farlo noi. Prima di diffondere lo stesso testo in diverse aree, o mandarlo a diverse persone, meglio pensarci due volte. Siamo sicuri che interessa a tutti? Una delle cose meno apprezzate nella rete è trovarsi la mailbox ingombra di messaggi “non richiesti” e non interessanti – specialmente se ripetitivi.

Non annoiare. Ogni tanto uno scherzo o un argomento “futile” può essere piacevole, soprattutto se è detto in modo divertente. Ma non è il caso di esagerare, specialmente in “luoghi pubblici”, con il racconto di fatti personali o con ciò che a noi sembra divertente ma agli altri magari no. Se una cosa interessa solo a noi o a due o tre amici, meglio scambiarcela in messaggi privati che annoiare tutti gli altri. Accade, purtroppo, spesso che due o tre persone, che si “dilettano” fra loro con argomenti poco interessanti, svuotino uno spazio di dialogo, perché gli altri, annoiati, presto o tardi se ne vanno.

Non essere “grafomani”. Non ripetersi, non dilungarsi, non scrivere troppo spesso. È una tentazione diffusa quella di ripetere lo stesso concetto, o mandare “raffiche” di messaggi.

Badare al “tono”. Molti malintesi nella comunicazione in rete derivano dalla mancanza della presenza “fisica”, delle espressioni e del tono di voce con cui diamo un senso e una tonalità alle nostre parole; e anche della possibilità di correggerci subito se un’altra persona non ci capisce. Per questo sono state inventate le “faccine” (utili in certi casi di possibile fraintendimento anche se poco eleganti) e per questo è sempre meglio scrivere offline. È utile rileggere ciò che si è scritto, prima di spedirlo.

Non usare il “tutto maiuscolo”. Scrivere una parola, o (peggio) una frase IN LETTERE MAIUSCOLE è considerato l’equivalente di “urlare”: quindi una villania. Se si vuole mettere in evidenza una parola è meglio farla precedere e seguire da una sottolineatura _ o un asterisco * come per esempio _evidenza_ o *evidenza*.

Scegliere bene il titolo. Specialmente nei gruppi di discussione o liste che sono lette da molte persone, la scelta del titolo (subject o “oggetto”) è importante e deve riflettere il più chiaramente possibile il contenuto del messaggio.

Non “chiedere aiuto” inutilmente. Di solito le richieste di consiglio, informazione o aiuto tecnico vengono accolte con simpatia. Ma è meglio evitare di fare domande inutili o in “luoghi” inappropriati. E’ infatti importante verificare se e dove ci sono aree dedicate all’argomento che ci interessa in cui con elevata probabilità sarà possibile trovare la risposta che cerchiamo perché precedentemente data a qualche altro utente.

Rispettare la privacy. Non è corretto citare “in pubblico” messaggi privati senza il consenso di chi li ha scritti. C’è ovviamente una differenza fra una legittima citazione e una violazione della riservatezza, che non è difficile valutare in base al normale “buon senso” e alle regole abituali della cortesia. Ma, nel dubbio, prima di pubblicare qualsiasi comunicazione che abbiamo ricevuto in privato è meglio chiedere il permesso della persona che ci ha scritto.
Inoltre se si inviano delle e-mail è buona norma cancellare dal testo l’eventuale indirizzo di posta elettronica del mittente (se si inoltra una e-mail ed il destinatario non conosce il mittente originale) ed utilizzare la casella Bcc (o Ccn) se si deve inviare lo stesso messaggio a più destinatari che non si conoscono tra loro.

Non violare la sicurezza della rete e degli utenti. Violare la sicurezza di archivi e computer della rete e compromettere il funzionamento della rete e degli apparecchi che la costituiscono con programmi (virus, trojan horses, ecc.) costruiti appositamente; costituiscono dei veri e propri crimini elettronici e come tali sono punibili dalla legge.

Per maggiori approfondimenti e bene fare riferimento al testo RCF 1855 Netiquette Guidelines che fornisce le norma alla base del galateo informatico.

Benvenuti in “Le regole del bon ton”, una piccola oasi di cortesia e buone maniere.
Al giorno d’oggi la maleducazione e il malcostume ci stanno sempre più sopraffacendo. Dimostrarsi incivili e poco raffinati sembra aver sviluppato un vero e proprio fascino, soprattutto tra le nuove genrazioni che tendono a fare dei torpiloqui e delle cattive maniere una sorta di status simbol.
In questo quadro, tanto vero quanto degradante, la riscoperta delle buone maniere diviene una vera necessità, oltre che un’indiscussa virtù: un modo per distinguersi e circondarsi di un’allure di eleganza e raffinatezza, condizioni molto più rare e preziose di tanti tesori.
Rileggere e rispolverare il codice delle buone maniere significa anche adattarlo alla nostra quotidianetà, anche se non sarà difficile trovarlo, in molti casi, estremamente attuale.
Ad accompagnarvi in questo viaggio alla riscoperta del galateo, raccogliendo qui per voi il meglio dei contenuti dei libri e siti web sull’argomento e le mie conoscenze personali, sarò io: Maria Valentina, wedding planner, esperta in beni culturali e laureanda in Scienze della Comunicazione, esteta e amante della perfezione, del lusso e dell’eleganza. Instradata sin da piccola all’arte delle buone maniere, oggi ne sono cultrice e grande estimatrice.
Per districarsi nel mondo delle buone maniere troverete un dizionario, che tratta in breve i principali aspetti del galateo, una breve storia del bon ton ed uno spazio aperto alle vostre richieste ed ai vostri commenti. In più giornalmente verrano trattati per esteso i principali aspetti della vita quotidinata attraverso le regole del galateo, archiviati poi per categorie sfogliabili qui di fianco.
Cos’altro dire allora vi auguro un anno all’insegna delle buone maniere ed un ottima lettura.

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