Le regole del bon ton

10 ottobre 2009

La corrispondenza

Filed under: L'arte di scrivere — leregoledelbonton @ 00:00

Oggigiorno purtroppo si usa sempre meno scrivere lettere e messaggi cartacei per comunicare. Ci sono però dei contesti in cui il galateo impone l’uso della corrispondenza e questi sono:

  • accettare o rifutare un invito scritto
  • esprimere solidarietà ad un amico colpito da un dispiacere
  • rallegrarsi per un fidanzamento, un matrimonio o una nascita
  • esprimere condoglianze per un lutto.

Per lettere formali va utilizzata carta di qualità liscia e bianca mentre per corrispondenza privata una donna può scegliere anche carte di tonalità pastello girie o azzurrine.
Le signorine portanno aggiungere le proprie iniziali in alto e a rilievo, le signore invece potranno far stampare in alto a destra, sempre a rilievo, l’indirizzo. L’inchiostro utilizzato sarà nero sulla carta bianca, blu sulla carta  azzurrina, grigio scuro sulla carta grigia.
Quando si scirive ad un amico/a si inizia la lettera con “Cara Amica” o “Cara Maria”; “Gentile Signora” si usa nei rapporti più formali, “Gentilissima Signora” è invece una forma più snob e ricercata. Per le lettere d’affari, se a scrivere è un uomo, si utilizza la formula “Egregio Avvocato/Dottore/etc”; se a scrivere è una donna andrà bene anche “Gentile” o “Caro”. Scrivendo ad un fornitore o al titolare di una ditta sarà bene invece scrivere “Spett. Ditta Tal dei Tali” in alto a sinistra e subito dopo il motivo della lettera.

Le formule di chiusura nella corrispondenza variano a seconda delle circostanze: in una lettera  affaristica o commerciale si utilizza la formula “Distiniti saluti”, in una formale “I migliori saluti” o “Cordiali saluti”; se invece la lettera è indirizzata ad amici meglio utilizzare formule quali affettuosi/cordiali/amichevoli/devoti saluti, aggiungendo i saluti per la moglie o il marito.
Anche la firma è molto importante; si usa sempre nome e cognome, in qualche raro caso iniziale e congome. Una signora firma con il nome proprio seguito dal cognome del marito ed eventualmente dal prorpio. Non si usano mai titoli ne professionali ne nobiliari.

9 ottobre 2009

Gli inviti

Filed under: L'arte di scrivere — leregoledelbonton @ 00:00

Quando si fa un invito è molto importante essere chiari . E’ necessario  specificare con molta precisione la data l’ora e genere dell’invito: occorre infatti puntualizzare se si tratta di un pranzo seduti, una cena  in piedi, un buffet, etc. Se l’invitato è per un caro amico è possibile invitarlo per telefono, altrimenti  sarà necessario un invito scritto, da inviare almeno 15 giorni prima. Sul biglietto d’invito – scritto a  mano – se non sono occasioni molto importanti (matrimoni, cresime etc.) è bene scrivere sul fondo il proprio numero di telefono ed indirizzo per eventuali conferme. Se il pranzo o la cena si svolgono fuori città sarebbe utile aggiungere una piantina che eviterà agli ospiti di arrivare con qualche ora di ritardo. Per terminare è bene scrivere a sinistra in basso la sigla r.s.v.p. (répondez s’il vous plait), mai, però, su un invito ad un cocktail.
Ad un invito si risponde tempestivamente, ancor più se questo viene fatto telefonicamente.
Gli inviti a feste di giovanissimi vengono fatti sui biglietti da visita dei genitore per permettere alle famiglie degli invitati di sapere con maggiore precisione da chi è fatto l’invito e che questo è fatto con il consenso, ed eventuale “controllo”, dei genitori.
L’invito ad un ballo viene fatto con un cartoncino stampato su cui, comunque, la parola “ballo” non compare mai. A tale tipo di invito si risponde per conferma solo nel caso in cui sia preceduto da una cena seduta. Ad un ballo è possibile, previa richiesta ai padroni di casa, condurre con se un’accompagnatore.

8 gennaio 2009

Partecipazioni e inviti di nozze

Filed under: Fidanzamento e Matrimonio,L'arte di scrivere — leregoledelbonton @ 00:00

E’ opportuno pensare alle partecipazioni con almeno due/tre mesi di anticipo rispetto alla data fissata per il matrimonio, sicuramente dopo aver confermato in modo definitivo il giorno e l’ora della cerimonia nonché il luogo del ricevimento.
Le partecipazioni andranno poi spedite in modo che arrivino a destinazione 30 giorni in anticipo rispetto alla data del matrimonio.
E’ bene tenere presente che nel caso il matrimonio si celebri in una data prossima a periodi di ferie, sarebbe bene spedire le partecipazioni in modo che giungano al destinatario con 7-9 settimane di anticipo.
Nel caso si voglia annunciare il proprio matrimonio solo quando questo sia già avvenuto, le partecipazioni andranno spedite il giorno stesso del matrimonio.
Il galateo ci insegna che per tradizione sono i genitori della sposa a doversi occupare delle partecipazioni e di tutta la parte stampata del corredo. Oggigiorno, però, spesso gli stessi sposi decidono da soli come annunciare il matrimonio.
Le più antiche tradizioni volevano che fossero i genitori degli sposi, attraverso un cartoncino stampato a libro, ad annunciare il matrimonio dei propri figli. Oggi da queste regole ci si può tranquillamente staccare: si può utilizzare la forma classica oppure possono essere gli sposi stessi ad annunciare il proprio matrimonio stampando la partecipazione su di un cartoncino a libro (per rispettare almeno in parte le tradizioni), oppure su di un cartoncino semplice o ad album, eventualmente lavorato ma sempre con moderazione.
Le cose da scrivere sulla partecipazione di matrimonio sono molto sintetiche e semplici: l’annuncio da parte dei genitori, i nomi degli sposi, il luogo la data e l’ora della cerimonia, gli indirizzi.
Assolutamente da non utilizzare i titoli accademici (o se si vuole proprio usarli sarebbe meglio ometterli per le donne), mentre si possono utilizzare quelli nobiliari. Se lo sposo (o la sposa) è orfano di un genitore, l’annuncio sarà fatto da un solo genitore. Se la madre di uno degli sposi è vedova risposata, parteciperà con il cognome del secondo marito preceduto da quello da nubile. Il figlio o la figlia manterrà ovviamente il proprio cognome.
Nel caso i genitori siano separati ma in buoni rapporti, potranno partecipare insieme (la moglie con il cognome da ragazza), nel caso non siano buoni i rapporti, l’annuncio lo dovrà fare il genitore cui è o è stato legalmente affidato il figlio.
E’ da considerarsi di cattivo gusto far annunciare ai genitori il matrimonio di figli di età molto superiore ai trent’anni.
Una nuova formula utilizzata è quella all’americana, molto simile a quella italiana ma che differisce per il fatto che entrambe le coppie di genitori annunciano il matrimonio della sposa con lo sposo: il nome della sposa deve, quindi, sempre comparire prima di quello del futuro marito.
Se gli sposi decidono di annunciare da soli il proprio matrimonio l’annuncio deve essere semplice e chiaro, non si usano i titoli accademici (o se si vuole proprio usarli sarebbe meglio ometterli per le donne), gli indirizzi per tradizione sono tre: i due indirizzi della coppia prima del matrimonio e l’indirizzo futuro della coppia sposata.
Solo per importanti motivi personali è permesso omettere gli uni o l’altro. La disposizione del testo è meno rigorosa e, entro certi limiti, sono consentite diverse varianti.
Se si decide di mandare le partecipazioni a matrimonio avvenuto l’unico indirizzo da riportare sarà quello comune della coppia.
Per le nozze tra un italiano ed uno straniero è opportuno prevedere già in partenza partecipazioni in lingua italiana e nella lingua madre dello straniero. In questo caso è di cattivo gusto stampare sullo stesso oggetto le diciture nelle due lingue.
E’ corretto pensare a due corredi distinti; uno per gli invitati di lingua italiana ed uno per quelli di lingua diversa.
Qualunque sia la formula scelta, nel caso la cerimonia fosse celebrata da un Vescovo è necessario scriverlo nel testo della partecipazione: dopo la data, l’ora e il luogo della cerimonia sarà scritta la frase: “La Benedizione nuziale sarà impartita da S.E. Monsignor nome e cognome, Vescovo di ….”
L’invito di matrimonio è per tradizione stampato su di un cartoncino da inserire nella stessa busta utilizzata per spedire la partecipazione.
Per questo motivo dovrà rispettarne lo stile.
Si userà dunque lo stesso tipo di carta, lo stesso carattere e lo stesso colore per la stampa.
La scelta del cartoncino separato è nata dall’esigenza di invitare al pranzo (cena) o rinfresco solo una parte delle persone alle quali viene mandata la partecipazione.
Nel caso si desideri invitare indistintamente tutte le persone che riceveranno la partecipazione, si potrà scegliere se inviare comunque il cartoncino di invito oppure optare per una soluzione meno tradizionalista ma ugualmente corretta: comprendere il testo dell’invito in quello della partecipazione.
Per tradizione, dal fatto che erano i genitori della sposa ad occuparsi di questi preparativi, erano loro stessi ad invitare gli ospiti; nella formula più comune gli sposi stessi si occupano anche degli inviti.
Spesso al piede dell’invito si mette una frase come: “Si prega di gradita conferma” oppure “R.S.V.P.”.
Secondo la tradizione le partecipazioni devono avere uno stile classico: il supporto in cartoncino pesante bianco o avorio, liscio, vergato o leggermente lavorato, eventualmente impreziosito nel taglio, la stampa deve essere in “corsivo inglese” (o comunque in un carattere molto classico) il colore dell’inchiostro grigio, seppia o blu. Secondo il galateo la parola d’ordire è formalità nella semplicità, infatti, il matrimonio è l’evento più formale della vita di coppia.

Seguono alcuni esempi di partecipazioni ed inviti:

  • Partecipazione da parte degli sposi
  • Partecipazione da parte dei genitori degli sposi per rito religioso
  • Partecipazione da parte dei genitori degli sposi per rito civile
  • Partecipazione con uno dei genitori vedovo
  • Partecipazione con uno dei genitori risposato
  • Partecipazione con uno degli sposi orfano
  • Partecipazione a matrimonio già avvenuto
  • Invito

1 gennaio 2009

Benvenuti in “Le regole del bon ton”, una piccola oasi di cortesia e buone maniere.
Al giorno d’oggi la maleducazione e il malcostume ci stanno sempre più sopraffacendo. Dimostrarsi incivili e poco raffinati sembra aver sviluppato un vero e proprio fascino, soprattutto tra le nuove genrazioni che tendono a fare dei torpiloqui e delle cattive maniere una sorta di status simbol.
In questo quadro, tanto vero quanto degradante, la riscoperta delle buone maniere diviene una vera necessità, oltre che un’indiscussa virtù: un modo per distinguersi e circondarsi di un’allure di eleganza e raffinatezza, condizioni molto più rare e preziose di tanti tesori.
Rileggere e rispolverare il codice delle buone maniere significa anche adattarlo alla nostra quotidianetà, anche se non sarà difficile trovarlo, in molti casi, estremamente attuale.
Ad accompagnarvi in questo viaggio alla riscoperta del galateo, raccogliendo qui per voi il meglio dei contenuti dei libri e siti web sull’argomento e le mie conoscenze personali, sarò io: Maria Valentina, wedding planner, esperta in beni culturali e laureanda in Scienze della Comunicazione, esteta e amante della perfezione, del lusso e dell’eleganza. Instradata sin da piccola all’arte delle buone maniere, oggi ne sono cultrice e grande estimatrice.
Per districarsi nel mondo delle buone maniere troverete un dizionario, che tratta in breve i principali aspetti del galateo, una breve storia del bon ton ed uno spazio aperto alle vostre richieste ed ai vostri commenti. In più giornalmente verrano trattati per esteso i principali aspetti della vita quotidinata attraverso le regole del galateo, archiviati poi per categorie sfogliabili qui di fianco.
Cos’altro dire allora vi auguro un anno all’insegna delle buone maniere ed un ottima lettura.

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