Chi invita a teatro deve presentarsi in anticipo e farsi trovare dai suoi ospiti all’ingresso con i biglietti in mano pronto a presentarli alla maschera.
La puntualità è d’obbligo anche perchè in molti teatri non è permesso l’ingresso, a spettacolo iniziato, fino al primo intervallo.
Quando ci si siede, se i posti sono tutti su una fila, è bene alternare un uomo ed una donna. Se ci sono due coppie agli estremi siederanno i due uomini e al centro le donne l’una accanto al marito dell’altra. Le coppie di fidanzati, invce, non vanno divise, come a tavola. Se si dispone di un palco le donne siederanno davanti, la più importante nella poltrona laterale con la visuale migliore, colei che invita al centro e gli uomini sul fondo del palco. Chi invita a teatro può allontanarsi dal palco solo se anche i suoi ospiti desiderano farlo, altrimenti non può e si deve sempre far attenzione a non lasciare una o più donne sole in un palco: dovrà rimanere anche un uomo, anche se questi rimarrà in silenzio e in disparte.
Gli applausi durante lo spettacolo sono da evitare perchè possono disturbarne lo svolgimento. Saranno bene accetti alla fine dell’atto o alla fine dello spettacolo. I fischi, invece, sono grande indice di maleducazione e non sono giustificabili nemmeno dal peggiore degli spettacoli.
Per le prime e per certe serate di gala le donne vestono da sera, con pelliccia (a mio parere comunque poco elegante per la sua “origine”) o mantello da sera, gli uomini indossano lo smoking, più raramente il frac. Per gli altri spettacoli invece bene un abito da pomeriggio o da mezza sera.
Stesse regole valgono per una serata musicale o artistica privata. Il tono della serata dipenderà comunque dalla formalità dell’invito, dal prestigio degli ospiti e soprattutto da quello dell’artista o degli artisti che si esibiranno.
8 ottobre 2009
Spettacoli e soirée
7 ottobre 2009
Al ristorante
Arrivati al ristorante l’uomo precede la donna e si fermeranno in attesa di un cameriere che li accompagni al tavolo. La donna siede nel posto migliore, ovvero rivolta verso la sala, ed il cameriere o l’uomo che l’accompagna devono spostare la sedia per farla accomodare.
A tavaola il comportamento da tenere è lo stesso di un pranzo in casa. Per le richieste al cameriere e per la scelta delle portate un tempo le donne non rivolgevano si direttamente al cameriere ma era l’accompagnatore a parlare per loro. Oggi tale procedura è superata; tuttavia alcuni uomini preferiscono far tutto loro ed alcune donne amano lasciarglielo fare.
Quando si è ospiti di qualcuno non si eccederà nelle scelte delle portate ne optando per piatti troppo costosi, ne scegliendone estremametne economici o si rischierà di mettere in difficoltà, in un caso, o di offendere l’anfitrione, nell’altro.
Per chiamare il cameriere al tavolo sarà sufficiente un cenno con il capo o con la mano.
Il conto, per tradizione, va pagato dall’uomo, a meno che non sia stata la donna a fare l’invito. In gruppo o tra giovani è anche possibile pagare alla romana, ovvero dividendo la cifra in parti uguali. Assieme al totale del conto è bene lasciare una mancia pari al 5-10% della somma.
In uscita gli uomini aiuteranno le donne a alzarsi e ad indossare il soprabito e le seguiranno. Giunti alla porta saranno i primi ad uscire per poi tenere la porta alle signore.
5 ottobre 2009
Al bar… in casa
In una casa a modo il mobile bar deve essere sempre ben fornito per permettere di avere sempre qualcosa da offrire ai propri ospiti dandogli anche una discreta possibilità di scelta.
In tal senso è bene avere sempre in casa:
- una bottiglia di Campari
- una bottiglia di Martini secco
- una bottiglia d’anice o d’anisette
- una bottiglia di cognac
- una bottiglia di gin
- una bottiglia di whisky
- una bottiglia di sherry
- una bottiglia di amaro
- qualche sciroppo
- vari succhi di frutta
Prima di colazione (ovvero di pranzo) si potrà offrire del Campari, dello sherry o del succo di pomodoro. Alla sera è più indicato il Martini, corretto o meno con gin, o del whisky. Dopo il caffè e mai prima si offrono i liquori, non per nulla vengono detti anche gergalmente ammazzacaffè; mentre a fine serata si servono le spremute ghiacciate.
4 ottobre 2009
Il the
L’invito ad un the si fa per le 17.00 – 17.30 a voce, per telefono o con un biglietto scritto a mano. La signora che riceve veste un abito da colazione elegante e le sue ospiti non saranno da meno.
Il the viene offerto in salotto con una buona selezione di dolci e tartine salate ma senza esagerare e verrà servito in una teiera di porcellana ( quella d’argento seppur più preziosa è meglio lasciarla per l’esposizione). Per cominciare non è necessario che tutti gli ospiti siano presenti e poichè non tutti gradiscono il the verranno preparate anche del caffè e delle caraffe di succo.
Il the può essere abbinato ad un pomeriggio di gioco a carte. In tal casoè obbligatorio essere puntualissimi ed il the verrà servito prima di iniziare a giocare. Alla fine del pomeriggio si servirà un aperitivo con degli stuzzichini cercando di distrarre il meno possibile i giocatori.
Un invito per un the può essere anche molto formale e coinvolgere un numero maggiore di invitati. In tal caso verrà servito in salal da pranzo e non più in salotto e dovrà si prevedere una maggiore varietà di bevande, dolci e stuzzichini.
1 febbraio 2009
I doveri del padrone di casa
Il padrone di casa in presenza di un ospite dovrà:
- Far trovare la camera per l’ospite ben pulita ed ordinata con spazio a sufficienza in cassetti i nell’armadio per permettergli di deporre le sue cose.
- Tenere la camera dell’ ospite e tutta l’ abitazione in generale, sempre in perfetto ordine.
- Fornirgli biancheria pulita per il letto e per il bagno.
- Se ha personale di servizio designare una persona che sia a completa disposizione dell’ospite e che si interesserà dei suoi bisogni, altrimenti sarà esso stesso a farlo.
- Lasciare all’ospite la libertà di gestire al meglio le sue giornate senza organizzare il soggiorno per lui, ma affinacandolo nelle scelte e nei programmi.
- Non mettere mai, per nessun motivo, l’ospite a disagio.
- Non girare, seppur in casa propria, con abbigliamento inadatto.
- Evitare le discussioni in casa che possano mettere in imbarazzo l’ospite e portarlo a parteggiare per qualcuno dei membri della famiglia.
- Mettere a disposizione dell’ospite libri, sigarette, caramelle, cioccolatini, etc. presenti in casa.
- Evitare reazioni teatrali se l’ospite rompe qualcosa: in tal caso si dirà che non fa nulla e che sono cose che possono succedere.
- Evitare, senza esagerazioni) di fare orari monacali in presenza di ospiti, daltronde sono in vista per vacanza e non per un ritiro ascetico.
- Evitare di cambiare atteggiamento con l’ospite se la permanenza si prolunga oltre il dovuto.
31 gennaio 2009
I doveri dell’ospite
L’ospite deve sempre comunicare l’ora di arrivo e di partenza e organizzarsi in base alla comodità ed ai bisogni del padrone di casa.
Semplicissime regole di comportamento, essenziali per una piacevole e non invasiva permanenza per l’ospitato, sono:
- Non presentarsi mai a mani vuote.
- Evitare di portare molti bagagli e tenere in perfetto ordine la camera che è stata assegnata.
- Adeguarsi agli orari della famiglia, quindi evitare di dormire fino a tardi o rincasare a orari impensabili.
- Non girare per casa con abbigliamento inadatto.
- Per quanto riguarda la pulizia, comportarsi in modo educato, ricorrere sempre alla lavanderia e non portare niente da lavare o da stirare alla padrona di casa.
- Usare in modo molto discreto sia il telefono che il bagno. Le telefonate “insolite” sono facilmente riscontrabili online o sulla normale bolletta del telefono.
- Collaborare, se possibile e opportuno, con la famiglia nelle faccende domestiche o semplicemente stabilendo buoni rapporti con tutti i componenti.
- Non intromettersi nelle discussioni di casa parteggiando per qualcuno dei membri della famiglia.
- Non abusare di ciò che è offerto dalla casa (sigarette, caramelle, cioccolatini, etc.).
- Se rompe qualcosa deve scusarsi e risarcire il danno o, se possibile, acquistare un’altro oggetto identico.
- Non consegnare la propria biancheria sporca ai padroni di casa o, al personale di servizio, per lavarla ma provvedere autonomamente.
- Non appropriarsi indebitamente di oggetti presenti in casa.
- Non costringere i padroni di casa ad orari troppo diversi dalle loro abitudini per capriccio personale.
- Prima di andar via se la famiglia che ci ha ospitato ha del personale domestico, donare loro del denaro senza farsi notare dalla padrona di casa (è obbligatorio) e spedire successivamente una lettera di ringraziamento per l’ospitalità dimostrata.
- Non prolungare la permanenza oltre il dovuto.
- Inviare, al proprio rientro, una lettera o un biglietto di ringraziamento ai padroni di casa, accompagnato, magari, da un mazzo di fiori.
1 gennaio 2009
Benvenuti in “Le regole del bon ton”, una piccola oasi di cortesia e buone maniere.
Al giorno d’oggi la maleducazione e il malcostume ci stanno sempre più sopraffacendo. Dimostrarsi incivili e poco raffinati sembra aver sviluppato un vero e proprio fascino, soprattutto tra le nuove genrazioni che tendono a fare dei torpiloqui e delle cattive maniere una sorta di status simbol.
In questo quadro, tanto vero quanto degradante, la riscoperta delle buone maniere diviene una vera necessità, oltre che un’indiscussa virtù: un modo per distinguersi e circondarsi di un’allure di eleganza e raffinatezza, condizioni molto più rare e preziose di tanti tesori.
Rileggere e rispolverare il codice delle buone maniere significa anche adattarlo alla nostra quotidianetà, anche se non sarà difficile trovarlo, in molti casi, estremamente attuale.
Ad accompagnarvi in questo viaggio alla riscoperta del galateo, raccogliendo qui per voi il meglio dei contenuti dei libri e siti web sull’argomento e le mie conoscenze personali, sarò io: Maria Valentina, wedding planner, esperta in beni culturali e laureanda in Scienze della Comunicazione, esteta e amante della perfezione, del lusso e dell’eleganza. Instradata sin da piccola all’arte delle buone maniere, oggi ne sono cultrice e grande estimatrice.
Per districarsi nel mondo delle buone maniere troverete un dizionario, che tratta in breve i principali aspetti del galateo, una breve storia del bon ton ed uno spazio aperto alle vostre richieste ed ai vostri commenti. In più giornalmente verrano trattati per esteso i principali aspetti della vita quotidinata attraverso le regole del galateo, archiviati poi per categorie sfogliabili qui di fianco.
Cos’altro dire allora vi auguro un anno all’insegna delle buone maniere ed un ottima lettura.
