Le regole del bon ton

20 gennaio 2009

Le regole del saluto

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Le principali formule di saluto sono “Ciao”, in contesti informali ed confidenziali, “Buongiorno” e “Buonasera”, in contesti formali, “Salve”, quando si intende restare sul vago, e “Arrivederci” o “Buonanotte”, come forme di commiato. Queste forme spesso vengono accompagnate da una stretta di mano o, tra parenti e amici, da due baci sulle guance.
Il saluto segue le regole delle presentazioni cioè lo da la persona più giovane alla più anziana, la meno importante alla più importante, l’uomo alla donna; mentre per le strette di mano si invertono le precedenze, anche se spesso i due momenti sono unificati per cui si segue solo regola di saluto.
Per la strada un signore non ferma mai una signora: tocca a lei prendere l’iniziativa, a meno che non ci sia una certa confidenza tra i due.
Se l’uomo accampagna una donna non si ferma a salutare le conoscenze che incontra ma fa un cenno con il cappello o saluta in modo fugace ed acennerà un saluto alle persone che la signora saluta, anche se non le conosce. Se per strada incontra un amico ed intende soffermarsi con questo per prima cosa persenterà la signora che lo accompagna.
Se indossa il cappello lo toglierà in ogni luogo pubblico, escluse la stazione, la posta e la sinagoga, e sul taxi se accompagna una signora.
Una signora  in compagna di un uomo può fermarsi a patto di presentare il suo accompagnatore. Se incontra una donna più anziana o più importante saluta per prima, se, invece, ne incontra una al suo pari il saòuto dovrebbe essere spontaneo e contemporaneo. 
Il galateo impone inoltre di salutare il feretro durante un corteo funebre, il SS. sacramento in processione e la bandiera italiana durante una sfilata.
E’ bene infine ricordare che non si saluta mai tenendo la sigaretta tra le labbra, non si da mai la mano guantata, tranne che non lo imponga la situazione.

19 gennaio 2009

Le presentazioni

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Le presentazioni sono necessarie nel momento in cui si trovano davanti due o più persone che non si conoscono, ma vanno evitate durante una visita di condoglianze o un funerale.
La regola base da seguire è che le persone meno importanti si presentano a quelle più importanti, quindi gli uomini alle donne, i giovani agli anziani, i subalterni ai superiori. L’unico caso in cui si presenta una donna ad un uomo è nel caso in cui questo sia un religioso o un personaggio molto importante.
In tal senso si utilizzano formule del tipo: “Luisa, ti presento l’avvocato Rossi” e a lui “La signora Bianchi”.
Le ragazze fino alla maggiore età vengono presentate, poi sono gli uomini a presentarsi loro. I figli vanno presentati dai genitori ed a questi devono presentare le loro conoscenze in segno di rispetto.
La persona meno importante (ed i ragazzi) se seduta si alza al momento della presentazione e spetta a questa porgere la mano in segno di saluto.
All’atto della presentazione, se effettuata da terzi, viene detto il nome e si risponde con la formula di saluto più appropriata all’orario o con un sorriso ed una stretta di mano. In caso di presentazione diretta si risponde con il proprio nome. Formule come “piacere” o “molto lieto”, seppur possono apparire cortesi sono etremaente indatte e riservate eventualmente alla fine dell’incontro perchè nel momento in cui ci si presenta non si può sapere se sarà realmente un piacere conoscere quella persona.
Nella presentazione da terzi possono essere utilizzati titoli onorifici, nobiliari o professionali, mai nell’autopresentazione.
Chi entra in un salotto saluta per prima la padrona di casa, poi il padrone di casa ed a seguire gli ospiti che conosce. Per quelli che non conosce si rimette alla padrona di casa che ha l’obbligo di fare le presentazioni.
Si ricordi che presentando un parente è bene dire il grado di parentela.
Se, infine, si incontra una persona che ci è già stata presentata e questa non ci riconosce non si sottolinea la dimenticanza ma al massimo si accenna alla precedente presentazione con delicatezza.

1 gennaio 2009

Benvenuti in “Le regole del bon ton”, una piccola oasi di cortesia e buone maniere.
Al giorno d’oggi la maleducazione e il malcostume ci stanno sempre più sopraffacendo. Dimostrarsi incivili e poco raffinati sembra aver sviluppato un vero e proprio fascino, soprattutto tra le nuove genrazioni che tendono a fare dei torpiloqui e delle cattive maniere una sorta di status simbol.
In questo quadro, tanto vero quanto degradante, la riscoperta delle buone maniere diviene una vera necessità, oltre che un’indiscussa virtù: un modo per distinguersi e circondarsi di un’allure di eleganza e raffinatezza, condizioni molto più rare e preziose di tanti tesori.
Rileggere e rispolverare il codice delle buone maniere significa anche adattarlo alla nostra quotidianetà, anche se non sarà difficile trovarlo, in molti casi, estremamente attuale.
Ad accompagnarvi in questo viaggio alla riscoperta del galateo, raccogliendo qui per voi il meglio dei contenuti dei libri e siti web sull’argomento e le mie conoscenze personali, sarò io: Maria Valentina, wedding planner, esperta in beni culturali e laureanda in Scienze della Comunicazione, esteta e amante della perfezione, del lusso e dell’eleganza. Instradata sin da piccola all’arte delle buone maniere, oggi ne sono cultrice e grande estimatrice.
Per districarsi nel mondo delle buone maniere troverete un dizionario, che tratta in breve i principali aspetti del galateo, una breve storia del bon ton ed uno spazio aperto alle vostre richieste ed ai vostri commenti. In più giornalmente verrano trattati per esteso i principali aspetti della vita quotidinata attraverso le regole del galateo, archiviati poi per categorie sfogliabili qui di fianco.
Cos’altro dire allora vi auguro un anno all’insegna delle buone maniere ed un ottima lettura.

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