Le principali formule di saluto sono “Ciao”, in contesti informali ed confidenziali, “Buongiorno” e “Buonasera”, in contesti formali, “Salve”, quando si intende restare sul vago, e “Arrivederci” o “Buonanotte”, come forme di commiato. Queste forme spesso vengono accompagnate da una stretta di mano o, tra parenti e amici, da due baci sulle guance.

Il saluto segue le regole delle presentazioni cioè lo da la persona più giovane alla più anziana, la meno importante alla più importante, l’uomo alla donna; mentre per le strette di mano si invertono le precedenze, anche se spesso i due momenti sono unificati per cui si segue solo regola di saluto.
Per la strada un signore non ferma mai una signora: tocca a lei prendere l’iniziativa, a meno che non ci sia una certa confidenza tra i due.
Se l’uomo accampagna una donna non si ferma a salutare le conoscenze che incontra ma fa un cenno con il cappello o saluta in modo fugace ed acennerà un saluto alle persone che la signora saluta, anche se non le conosce. Se per strada incontra un amico ed intende soffermarsi con questo per prima cosa persenterà la signora che lo accompagna.
Se indossa il cappello lo toglierà in ogni luogo pubblico, escluse la stazione, la posta e la sinagoga, e sul taxi se accompagna una signora.
Una signora  in compagna di un uomo può fermarsi a patto di presentare il suo accompagnatore. Se incontra una donna più anziana o più importante saluta per prima, se, invece, ne incontra una al suo pari il saòuto dovrebbe essere spontaneo e contemporaneo.
Il galateo impone inoltre di salutare il feretro durante un corteo funebre, il SS. sacramento in processione e la bandiera italiana durante una sfilata.
E’ bene infine ricordare che non si saluta mai tenendo la sigaretta tra le labbra, non si da mai la mano guantata, tranne che non lo imponga la situazione.

Annunci